reggio children  
  i cento linguaggi dei bambini  
 
     
  Centro internazionale
per la difesa e la
promozione dei diritti
e delle potenzialità
dei bambini e
delle bambine
 
   
   
   
   
   
 
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evoluzione
1980
  A Reggio Emilia viene esposta la Mostra “L’occhio se salta il muro – Ipotesi per una didattica della visione”, testimonianza del lavoro dei Nidi e delle Scuole dell’Infanzia reggiane. La mostra si propone anche come dichiarazione progettuale, come sorta di verifica interna e pubblica al tempo stesso di quanto la ricerca pedagogica ed espressiva abbia saputo produrre in quelle istituzioni. Il lavoro di realizzazione della mostra e la mostra stessa, poi, si offrono quale importante strumento di formazione professionale e di aggiornamento per gli stessi insegnanti, atelieristi, pedagogisti.
1981
  “L’occhio se salta il muro” fa tappa a Stoccolma: l’esposizione al Moderna Museet, accompagnata da un documentario della TV svedese e dall’interesse di pedagogisti, giornalisti e scrittori di Stoccolma, amplifica la notorietà della Mostra anche oltre oceano. Questo primo confronto con un’esperienza ed una cultura diversa, è una preziosa opportunità di riflessione e di rilettura della mostra, sia nei suoi contenuti che nelle sue strutture comunicative.
1987
  La Mostra, riveduta e duplicata, prende il nome di “I cento linguaggi dei bambini. Narrativa del possibile - Proposte di bambini delle scuole comunali dell’infanzia di Reggio Emilia”.
Due versioni, europea e nordamericana, iniziano un cammino parallelo nei due continenti.
Ogni tappa è affiancata da iniziative di formazione, incontri, conferenze, seminari, che contribuiscono ad allargare ed approfondire il dialogo tra le diverse esperienze educative e quella reggiana.
1995
  A Reggio Emilia viene esposta la nuova versione aggiornata della Mostra europea, arricchita di parti interattive. La inaugura Luciano Corradini, sottosegretario al Ministero della Pubblica Istruzione
1998
  Presso lo Stedelijk Museum di Amsterdam viene esposta la mostra “De Kinderen van Reggio Emilia” (I bambini di Reggio Emilia), originale interpretazione della struttura narrativa della mostra dei cento linguaggi, frutto di un comune percorso di scambio pedagogico e culturale tra Nidi e Scuole dell’Infanzia comunali di Reggio Emilia, Reggio Children e tre importanti enti olandesi: lo Stedelijk Museum, l’Amsterdams Fonds voor de Kunst (Fondo di Amsterdam per l’arte) e la Stichting Pedagogiekontwikkeling voor het jonge kind (Fondazione per lo sviluppo pedagogico del bambino).
2000
  Un’analoga esperienza di rilettura della Mostra viene realizzata anche in Francia in occasione dell’esposizione presso il Musée de l’Objet di Blois. Gli adattamenti di Amsterdam e di Blois testimoniano la continua evoluzione della Mostra, il suo proporsi come luogo e occasione di ricerca.
Sempre nel 2000 è portato a termine l’aggiornamento dell’edizione nordamericana della Mostra “I cento linguaggi dei bambini” e la digitalizzazione dei pannelli sia di questa versione che di quella europea. Il processo di informatizzazione, che consente la traduzione dei testi in diverse lingue, una più agevole duplicazione ed una maggiore semplicità di trasporto, incentiva l’esposizione della Mostra contemporaneamente in più Paesi.
2001
  E’ forse l’anno più intenso per la Mostra “I cento linguaggi dei bambini”: la si può visitare negli Stati Uniti, in Giappone, a Hong Kong, in Australia, Cile e Lussemburgo. Una contemporaneità di esposizioni davvero inedita.
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