Vent’anni di vita, cinque
edizioni della versione “europea” e, nel 1987,
la duplicazione e la nascita di una versione “americana”,
ripetute esposizioni in tutti i paesi europei ed altrettante
oltreoceano, centinaia di migliaia di visitatori di tutte
le nazionalità, hanno fatto della mostra I Cento
Linguaggi dei Bambini un fondamentale punto di riferimento
per la cultura pedagogica italiana ed internazionale.
Ideata da Loris Malaguzzi e dai suoi più stretti
collaboratori, la mostra affonda le sue radici nell’esperienza
quarantennale delle istituzioni educative del Comune di
Reggio Emilia e testimonia l’originalità
e la straordinarietà dei percorsi di ricerca che
hanno portato i nidi e le scuole reggiane a divenire interlocutori
primari per chi nel mondo si occupa dell’infanzia
e della sua educazione. |
| Questa mostra è
il racconto di una avventura educativa, di vita diciamo,
che ha intrecciato per lunghi anni esperienze, pensieri,
discussioni, ricerche teoriche, idealità etiche
e sociali di molte generazioni di bambini, insegnanti,
genitori. E di amici italiani e stranieri. Un racconto
non finito che desidera dare conto di sé cercando
spazi più ampi di riflessione e confronto.
La sua natura corre sul filo di una ricorrente, ripensata
solidarietà tra individuazioni teoriche, pratiche
ed espressive stabilizzate intorno all'immagine di un
bambino e di un adulto che elaborano insieme, e quanto
più possibile in termini ricorsivi e di reciproca
offerta di risorse, i propri strumenti di apprendimento,
conoscenza, creatività e condotta personale attraverso
il flusso di una rete multipla, ineguale e connessa
di interazioni sociali e culturali.
Il racconto procede con le rappresentazioni di percorsi
su temi volutamente distanti, affidati alle azioni,
ai giochi, alle indagini, alle congetture, alle teorie,
alle cooperazioni, ai processi di conoscenza, alle scoperte
linguistiche, logiche, immaginative dei bambini. Con
gli adulti che sono a volte sullo sfondo o tra le quinte,
a volte sul palcoscenico, pronti comunque a quei prestiti
di coscienza così apprezzati dalle sensibilità
e dalle intelligenze infantili. |